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Le isole sono da sempre luoghi ideali, simboli della mente.
Le isole hanno sempre rappresentato immagini simboliche nella nostra memoria e luoghi ideali per le nostre vacanze. Basti pensare ai marinai e alle loro reazioni alla vista di un’isola in mezzo al mare, una sorta di sogno per la mente e per il corpo.
Gli abitanti delle isole sono i protagonisti di racconti e leggende: essi sono modellati dal sole e dall’acqua del mare, dalla lotta inesauribile per appropriarsi di spazi in cui vivere; persone che hanno miriadi di storie fantastiche nei loro cuori, sospese tra il mare e la terra.


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Skipper: Fabio Fraschetti
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Pasqua a Vela
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isole di Ponza e Palmarola o Giglio e Giannutri
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L’isola è quasi completamente montagnosa e la cima più alta (il Poggio della Pagana) raggiunge i 496m. La composizione geologica è prevalentemente granitica. Il perimetro costiero è di 27 km ed è in larga parte roccioso, tranne che in alcuni punti, dove si aprono la spiaggia del Campese e altre spiagge minori situate sul versante orientale dell’isola (Arenella, Cannelle e Caldane). L'isola fa parte del Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano, istituito nonostante le vivaci polemiche di alcuni isolani. Come in quasi tutte le isole dell’Arcipelago Toscano, la vegetazione era costituita anticamente da leccete, che ricoprivano quasi tutta l’isola. Fino dall’antichità lo sviluppo dell’agricoltura, l’allevamento e gli incendi hanno alterato l’ambiente naturale e provocato la scomparsa di gran parte di questa vegetazione che oggi, con il passaggio da un’economia agricola al turismo, si sta lentamente ricostituendo. L’antica vegetazione che dominava l’isola, caratterizzata da macchia mediterranea di lecci, con erica e corbezzolo, caprifoglio (Lonicera implexa), strappabrache (Smilax aspera), robbia (Rubia peregrina) ciclamini (Cyclamen repandum e Cyclamen neapolitanum), si trova ancora sul Promontorio del Franco, sul versante est di Poggio del Castello e nella Vallata del Molino. Negli anni ’50 le pendici del Poggio della Pagana sono state rimboschite con pini domestici e marittimi. Fino a pochi decenni fa su quasi l'intera superficie dell'isola erano stati ricavati terrazzamenti con muri a secco di granito (detti 'greppe'), alcuni dei quali sono ancora coltivati a vigneto per produrre l'Ansonica del Maddalena; la maggior parte dei terrazzamenti è stata tuttavia abbandonata e viene lentamente colonizzata da una bassa gariga ad Elicriso e successivamente di Cisto. A lungo e fino alla metà del XX secolo l'economia dell'isola si basò sull'agricoltura e su una cava di pirite piuttosto importante. Negli ultimi decenni il turismo è senza dubbio divenuto la principale voce dell'economia dell'isola. La stagione dura dalla fine di aprile all'inizio di ottobre; le provenienze dei turisti sono diversificate: si tratta principalmente di famiglie italiane del centro-nord e del Nord Europa, ma una quota molto significativa è formata da cittadini romani.